Neologismi
12 AGO 20

Adesso è tutto un fiorire di "relazioni". Non c'è più discorso diprelato, piano pastorale, documento di teologo che non riconduca tutto alla"relazione". Vabbè, posso capire. Io sono venuto grande con un'altra parola:"Comunione". Così ne parlava Danielou: "Alcuni dicono che il fondodell'essere è la materia, che il fondo è lo spirito, che il fondodell'Essere è l'Uno; hanno tutti torto: il fondo dell'essere è lacomunione. Questa è una rivelazione prodigiosa ed è strano che icristiani...non ne siano consapevoli". Non mi piace, ma nemmeno credo siagiusto, introdurre termini non consacrati dalla tradizione (che, peraltro,è parte della Rivelazione). Va comunque apprezzata la prospettiva che ilneologismo riesce ad aprire e che aiuta a comprendere il passaggio di"stile" (temo non sia la parola giusta)da Benedetto a Francesco e che misembra bene illustrato da una famosa frase di Mounier: "Occorre soffrireperchè la verità non si cristallizzi in dottrina, ma nasca dallacarne". Così il contributo di Ratzinger, perfettamente sintetizzato dalnostro direttore come "dilatazione della ragione fino ad incontrare il suolimite, il mistero" (Giussani parlava di portare la ragione fino al suopunto di incandescenza e Kant - non dev'essere quello che legge Eco -trovava il limite della ragione in un "inconoscibile" che faceva posto allafede), viene inserito da Francesco in una prospettiva dinamica, vitale,movimentista. Certo non bisogna arrivare alla dottrina opposta del "noi nonsiamo che sola storia" (A.Schiavone), ma la dottrina non deve diventarepretesto per evitare il rischio. La vita è movimento e, alla fine, saremogiudicati dall'amore.